Archivio mensile:dicembre 2016

Ricordo di Luciano Galizzi, partigiano “Argo”, Divisione “Coduri”.

Fasc. 40 – Doc. 7 Ricordo di Luciano Galizzi, “Argo”, nato il 6.9.1925 a San Gallo, ora San Giovanni Bianco (BG) e deceduto il 26.3.1985 a Bergamo): Faceva parte d’una forte presenza bergamasca nella divisione partigiana Coduri, comandata da Virgola, e operante nel Golfo del Tigullio e il suo entroterra.
La testimonianza e l’inedita documentazione mi è pervenuta direttamente, via email, dal figlio Enzo Galizzi, in data 26.10.2009, che qui ringrazio per questa e altre successive collaborazioni. e.v.b.

Ricordo di Luciano Galizzi “Argo”
“Riccio” nel suo diario “Ne è valsa la pena?” lo cita spesso, e con particolare ammirazione, il folto gruppo dei partigiani bergamaschi che avevano disertato dalla Monterosa per affluire massicciamente nell’allora brigata Coduri, poi divenuta divisione! Infatti a pag. 662 della sua opera, per esempio, si può leggere:
«… Ci rimane il ricordo di questi tre compagni forti come le montagne e duri come la roccia, che sono passati alla storia per le loro caratteristiche, particolari e ineguagliabili, e che noi tutti ricordiamo con orgoglio e con nostalgia. “Bruneri”, “Cannella”, “Matteotti” ma anche “Zelasco”, “Bergamo”, “Boia”, “Argo”, “Potta” e tutti i bergamaschi che ci sono stati compagni e fratelli nella “Coduri”. Sia i vivi che i morti. (…) Quelli sì che erano partigiani con la P maiuscola».

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All’origine della diserzione nel Levante Ligure

asc. 40 – Doc. 5 – Elio V. Bartolozzi “All’origine della diserzione: Coduri e Monterosa a confronto nel Levante ligure”. Articolo con pari titolo apparso sul N° 1/2014 (Anno XXIII) della Rivista semestrale Storia e Memoria, ed. ILSREC, pp. 167-187, Genova, dedicato interamente a “Liana Millu a cento anni dalla nascita”.

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Liana Millu 1914-2005, scrittrice e giornalista ebrea, espulsa dalla scuola e dal mondo giornalistico in seguito all’emanazione delle leggi razziali del 1938, dopo l’Armistizio del 1943, aderisce alla Resistenza entrando a far parte dell’organizzazione genovese Otto. Arrestata a Venezia nel marzo 1944, viene internata prima nel Campo di concentramento di Fossoli e poi, a maggio, deportata ad Auschwitz. Indi, a novembre, spostata a Ravensbrück e poi a Malkow, dove, essendo una delle poche sopravvissute, viene liberata dagli Alleati il 30 aprile 1945.

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Ricordo di Giovanni Trabucchi, benemerito cittadino originario di Bergamo trasferitosi in Liguria sin dal 1951.

Fasc. 30 – Doc. 6: Attestati di benemerenza dei Governi Alleati conferiti ai civili: nella fattispecie al cittadino bergamasco Giovanni Trabucchi residente in Liguria fin dal 1951, prima in Val Fontanabuona e poi a Lavagna, dove morì il 22 febbraio del 1967.

Per conferire un riconoscimento a chi si era particolarmente prodigato per la sconfitta del nazi-fascismo in Europa, alla fine del 2° conflitto mondiale il Comando Supremo delle Forze Armate Alleate istituì una serie di riconoscimenti destinati a coloro che maggiormente avevano contribuito alla vittoria finale sul nazi-fascismo.

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