Archivio mensile:novembre 2017

Intervista ad Amato Berti – 1987

Manlio Calegari: “Intervista ad Amato Berti” effettuata in casa sua, a Sestri Levante, il 2 settembre 1987. 

Parte uno:

Parte due:

AMATO BERTI (1928 – 2018) era na­to a Pignona, frazione del comune di Sesta Godano (SP). Suo padre, pistoiese, era carbonaio, sua ma­dre, di Pignona, casalinga. Secondogenito, quando aveva tre anni fu portato a Brugnato dove conseguì la li­cenza elementare. Poi, per disaccor­di di famiglia – dopo aver preso lezioni di latino e greco da alcuni sacerdoti del posto (era previsto abbracciasse il sacerdozio) – nel 1943 tornò con la madre a Pi­gnona.
Quando nell’ottobre 1944 il battaglione partigiano “Picelli” della IV Zona della Spezia si stabilì a Pignona, Amato Berti entrò giovanissimo nella Resistenza, re­standovi  sino alla Liberazione.
Subito dopo la guerra, per un breve periodo entrò nel­la Marina Militare; poi fece il boscaiolo a Pignona; il manovale edile e il bracciante agri­colo a Genova. Infine, nel 1953, entrò come vigile urbano nel comune di Se­stri Levante. Ove riprese a studiare, e nel 1974 si diplomò geometra all’istituto statale Buonarroti di Genova. Dopo di che si iscrisse all’Università di Geno­va; laureandosi, nel 1981, in let­tere discutendo la tesi “La formazione di una Divisione Partigiana nel Levante ligure”: che nel 1982, col titolo “Sto­ria della Divisione garibaldina Coduri” venne pubblica a Genova (ed, Seriarte), arricchita di alcuni interessanti apporti di Marziano Tasso.
Per lungo tempo maresciallo e Vice comandate dei Vigili Urbani del Comune di Sestri Levante, passò poi Comandante dei Vigili Urbani del comune di Lavagna, e tale rimase fino alla pensione.

 

Intervista a Michele Nicolini – 1976

Manlio Calegari: “Intervista a Michele Nicolini (1903-1980)” effettuata nella sua abitazione a Sestri Levante (GE) il 3 settembre 1976. 

Michele Nicolini (1903-1980) nato a Sestri Levante (GE) dove, fin quando attorno agli anni 1950 l’Azienda Agricola della Fattoria Pallavicini rimase attiva, la sua numerosa famiglia contadina ebbe in affitto un podere di proprietà del marchese Negrotto Cambiaso (per via ereditaria divenuto proprietario della suddetta Fattoria dopo la morte della moglie, marchesa Matilde, nata Giustiniani, vedova del marchese Durazzo Pallavicini) sito nella frazione di S. Margherita di Fossa Lupara, comune di Sestri Levante, in zona Villa Scorza.
All’età di 12 anni, il giovane Michele entrò come garzone a lavorare nella Fattoria Pallavicini, e in principio gli venne soprattutto affidato il quotidiano incarico di curarsi delle numerose galline del pollaio della Villa; di provvedere al ritiro e alla spedizione della posta della Fattoria, e ad altri piccoli incarichi, ordinati che via via si presentavano. 
In seguito si ammogliò ed ebbe quattro figli, due maschi e due femmine. E assunse, a mano a mano, i più responsabili e svariati incarichi: da addetto alle cantine a responsabile del frantoio; da magazziniere a commerciante all’ingrosso di prodotti agricoli al mercato ortofrutticolo di Chiavari (allora molto attivo). E via di questo passo, finché la Fattoria non venne dismessa: licenziati la decina di salariati fissi e posti in vendita tutti i terreni e gli immobili dell’Azienda, in circa due lustri degli anni Cinquanta del secolo scorso, la “Fattoria”, come veniva chiamava dalla popolazione, si frantumò in un rivolo di piccole e medie proprietà agricole, edili e industriali, e la frazione di S. Margherita di Fossa Lupara perse completamente la sua rigogliosa fisionomia, e in pratica si trasformò in un deposito di rifiuti e brutture d’ogni tipo e genere.