Archivio mensile:ottobre 2018

Brigata Cichero

CICHERO
Una vera e propria interpretazione dei motivi che hanno condotto i giovanissimi e meno giovani (comunisti, cattolici, liberali, giellisti) a creare una delle prime bande partigiane e scegliere la via della montagna, non solo per combattere tedeschi e fascisti, ma per creare le basi di una nuova società. Collaborazione: Cooperativa28dicembre. Regia e montaggio: Daniele Gaglianone. Produzione: ANCR (Archivio Nazionale  Cinematografico della Resistenza), Torino, 1994.

Intervista Gueglio-1976

Manlio Calegari: “Intervista a Emanuele Gueglio” effettuata a Sestri Levante, nell’abitazione di E. G. il giorno 2 settembre 1976.  

Emanuale Gueglio era nato a Sestri Levante il 28 ottobre 1913, ed era stato assunto, quale apprendista operaio, nella Fabbrica Italiana Tubi di Sestri Levante nel 1928, a soli 15 anni d’età; e quand’ancora lo stabilimento di Sestri Lev. produceva solo tubi di rame (poi alcuni anni dopo tale produzione venne trasferita nello stabilimento di Bargonasco (Casarza Lig.), e lì rimase fino allo spostamento dello stesso a Serravalle Scrivia. Quindi, durante la sua permanenza nella Tubifeta, Emanuele Gueglio vide trascorrere, oltre che sestrese, a molta della storia italiana dal 1928 agli ultimi anni Settanta, epoca del suo pensionamento, e dell’avvenuta chiusura, nel 1982, dello stabilimento della F.I.T.

Intervista a Maria Bertocchi, 1977.

Manlio Calegari:Intervista a Maria Bertocchi”, effettuata nel 1977, a casa sua. 
Informazioni su Maria Bertocchi fornite dalla sua vicina di casa, Milli Canepa, in seguito ad un colloquio avuto con lei (n.d.r., nello stesso anno dell’intervista, il 1977).

Maria Bertocchi nata a Campiglia Marittima dicembre 1887. Il padre durante i mesi invernali faceva il frantoiano per cui Maria a tre mesi era stata portata al paese d’origine del padre, Sassalbo (ndr. Massa C.). A Sassalbo producevano carbone “nel loro”. La semina era patate e grano. A Sassalbo da marzo a ottobre; dopo il raccolto di grano e patate da portare al piano. Frutta: mele, pere e prugne. Non granone.
A San Michele il padre partiva in cerca di un bosco stagionale che trattava con il guardiaboschi poi se trovavano una casuccia autonoma meglio altrimenti nelle famiglie.
Durante i mesi invernali restiamo là – che però (ndr. Il carbone) si faceva molto anche in paese. Tutto (ndr. il carbone) in legno di faggio. Durante la carbonina dormivano sotto un capanno.
Da Spezia con i muli ritirano a Sassalbo (ndr. venivano a prendere a Sassalbo) i “parati”, traversine per i treni e le “lizze” per la darsena.
Loro cavano per la città “soglie” in pietra con faccia.
Il nutrimento: latte, formaggio, castagne, polenta che era a cambio col carbone.
Tutto l’artigianato in legno di faggio.
Grande richiesta dalla Toscana: cucchiai, mattarelli, forme da formaggio, forme da farina ecc.
Tutto veniva ritirato dagli interessati.
Le castagne erano seccate sulla “grada”.
Le donne coltivavano e tessevano canapa e lino: per uso famiglia; mai comprato corredo.
Le fibre a macerare nel pozzo 10 giorni; le asciugavano con spade di legno eppoi con la pula (ndr. riempivano) i sacchi.
Cognomi comuni: Bertocchi, Gianarelli, Coli.