Archivi categoria: Archivio Manlio Calegari

Intervista di Gibì Lazagna, “Carlo”, al padre Umberto “Canevari”.

Fasc. 50 Doc. 3 – Giambattista Lazagna, (Carlo), Vice Comandante della divisione Cichero, intervista il padre Umberto (Canevari), Capo di Stato Maggiore della VI Zona Operativa
A cura di Manlio Calegari, Lorenzo Torre e Elio V. Bartolozzi 

L’intervista a Umberto Lazagna, “Canevari”, (1886-1977) realizzata a casa sua, a Genova in via Chiodo, attorno alla fine di febbraio del 1974, ha bisogno di una premessa. Le “cassette” con la registrazione fanno parte del mio archivio ma non ero io ad aver organizzato l’incontro e neppure ero l’intervistatore. All’epoca, nel 1974, non mi occupavo di Resistenza o di partigiani come invece ho cominciato a fare dalla fine degli anni Ottanta. L’intervistatore di Canevari è il figlio primogenito, Giambattista (1923-2003), Gibì per noi amici, che, per l’occasione, mi aveva chiesto una collaborazione tecnica (registratore ecc.) e “morale” (ero spesso ospite di casa Lazagna e avevo confidenza con Canevari). A Giambattista Lazagna mi legava anche il mese di febbraio 1974… (Chi volesse continuare a leggere per prima la premessa clicchi qui, altrimenti può continuare iniziando con la lettura dell’intervista e alla fine troverà, al completo, la premessa qui interrotta).  

Umberto Lazagna "Canevari"

Tra i fondatori (per il partito liberale) del Comitato militare del CLN della Liguria, “Canevari” svolge numerose missioni tra i primi nuclei partigiani costituitesi tra Genova e La Spezia.                         

                   Giambattista  Lazagna “Gibì”: Vice Comandante Div. Cichero, Decorato di M. d’Argento al V.M.
Sue Opere: Ponte rotto, Ed. Colibrì, 1972; libro di memorie partigiane. Carcere, repressione, lotta di classe, Ed. Feltrinelli, 1974; basato sulla sua esperienza di militante antifascista incarcerato. Il caso del partigiano Pircher. Studio sulla vicenda di Pircher e dei partigiani di lingua tedesca, Ed. La Pietra, 1975, sul caso del partigiano Giovanni Pircher, condannato a 25 anni per fatti di guerra. Rocchetta, Val Borbera e Val Curone nella Guerra, Colibrì, 2000; libro di memorie partigiane. Intervista a “Minetto”, Com.te. Brigata Arzani. Cronache dalla Resistenza, 2002; libro-intervista a Erasmo Marré.

 

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1.  Intervista di Gibì Lazagna “Carlo” al padre Umberto “Canevari”.

Gibì È un discorso che abbiamo fatto più volte: il patrimonio di esperienze che hai maturato durante la Resistenza. Forse dovremmo programmare una serie d’incontri. Intanto riassumo brevemente la tua carriera nella Resistenza. Tu eri tenente colonnello nel 15° reggimento autieri di stanza Savona, quando è scoppiato il 25 luglio e poi l’8 settembre.

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L’agenda 1943 di Ezio Bartoli.

asc. 50 – Doc. 2 – Manlio Calegari “L’agenda 1943 di Ezio Bartoli”. Inedito. 

Introduzione: da “La sega di Hitler”  di M. Calegari, pp.81-87, Edizioni Selene, Milano 2004.

Copertina Agenda E. Bartoli 1943

Il 4 gennaio del ’43 Ezio era partito militare: Diano Marina, 34esimo Reggimento d’artiglieria di corpo d’armata. Un periodo, dice, di cui ricorda poco: tre mesi di istruzione a Diano e poi in Francia, a St. Cyr, vicino a Marsiglia. “Fame, sempre fame” e fa con la mano un gesto come dire roba da dimenticare. A Diano, nel periodo di istruzione era stato scelto per fare il puntatore. “Puntatore è il massimo, non fa niente, dà le coordinate a quello che con le ruotine orienta il pezzo e alla fine dice: pezzo pronto”. Bisognava saper fare dei calcoli, parallelismo, alzo, direzione e lui, anche se non era andato oltre la quinta elementare, sapeva farli. Frangenti della naia a parte, la grande scoperta era stata la Francia del Sud: “posti bellissimi, gente evoluta”. La nostalgia di Bolzaneto e dei famigliari non aveva oscurato il suo entusiasmo per quei luoghi fino ad allora sconosciuti. L’avventura si era conclusa ai primi di ottobre del ’43 con la fuga dai tedeschi e il rientro a Bolzaneto.

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Intervista alla partigiana Angela Berpi “Marietta”, div. Iori VI Zona Liguria.

Fasc. 50 – Doc. 1: Manlio Calegari Intervista alla partigiana “Marietta” (Angela Berpi 1911/1989). 

“Cara Marietta” – “Caro professore”
maggio-ottobre 1987

Presentazione

Sono molti a Genova, donne e uomini del disciolto Partito comunista, dell’Unione donne italiane, dell’Associazione nazionale partigiani e di altre associazioni politiche di sinistra che hanno conosciuto Marietta. E tra loro sono molti, a cominciare dai suoi famigliari, che di lei potrebbero dire più di quanto non possa io. Ho incontrato alcune volte Marietta tra la primavera e l’estate del 1987 quando studiavo i rapporti tra Partito comunista e partigiani nella guerra di resistenza. Dei nostri colloqui conservo, oltre le registrazioni e i miei appunti, anche due memorie e alcune lettere inviatemi da lei. Testimoniano di come una donna – che all’epoca aveva 76 anni – chiudeva la partita con i ricordi per aprire quella con la storia della sua vita. Lo faceva, allo stesso tempo, con entusiasmo – lei lo chiamava “spirito garibaldino” – e sofferenza. Aveva capito che per fare storia era necessario tornare a riflettere sui processi di cui era stata protagonista e confrontarsi con fatti e giudizi che non collimavano con i suoi.

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