Archivi categoria: Personaggi

Eraldo Fico “Virgola”

Fasc. 40 – Doc. 9 – Eraldo Fico “Virgola”  (1915/1959): operaio e partigiano, conosciutissimo e molto amato in tutto il Tigullio e relativo  entroterra, e tra i primi organizzatori delle nascenti bande partigiane del Levante ligure; e credo non ci sarebbe più nulla di nuovo da aggiungere alla nutrita letteratura che ne racconta le gesta sue e della sua banda, cresciuta, e divenuta poi la Divisione Garibaldina “Coduri” che tutti conosciamo. Qui si vuole solo riproporre la primissima raccolta di scritti che lo riguardano da vicino perché sono sprazzi di memoria di chi gli è vissuto accanto nel periodo trascorso insieme sulle montagne del nostro entroterra levantino.
La 
cui prima stampa, auspice il Comune di Sestri Levante, fu realizzata il 1° Maggio del 1962 in occasione dell’inaugurazione del Circolo ricr. cult. Casa del lavoratore Virgola di S. Margherita di Fossa Lupara (Sestri Levante). Il quale Circolo, nel tempo, ne ha curate altre quattro di ristampe, via via arricchendone di molto i contenuti e i contributi fotografici. Per la verità, all’inizio ero abbastanza restio a trattare un personaggio così noto riproponendo questa raccolta di memorie su “Virgola”, ma poi, avendo avuto anche alcune richieste in tal senso, ho pensato che ai giovani poteva forse ancora interessare leggerlo, e così l’ho fatto.

14. 6.1946: Il generale Edward Mollory Almon, comandante della 92a Divisione “Buffalo” della U.S. Army, nonché firmatario delle rilasciate pergamene delle decorazioni militari U.S.A. Bronze Star, a Genova mentre sta salutando i membri del C.N.L. prima della partenza per il suo rientro negli Stati Uniti. Da sinistra: R. Scappini, S. Pessi, gen. E. Martinengo, col. C. Farini, G. Bertorelli, C. Olivari, U. Lazagna, E. Fico, G.F. Bo, G. Cristofori, B. Monti.

A cura di Elio V. Bartolozzi e la collaborazione grafica di Nicola Serra di Sinnai (CA).  

Per proseguire cliccare: Eraldo Fico “Virgola”    

Eraldo Fico Virgola

Ricordo di Rodolfo Zelasco, “Barba”, partigiano bergamasco della Coduri.

Fasc. 40 – Doc. 8: Rodolfo Zelasco “Barba”, “Nani” per famigliari e amici: nato a Bergamo (a Castagneta in Bergamo Alta) il 2-11-1924 e cadde in combattimento in rione Pozzuolo a Villa Montedomenico, piccola frazione del Comune di Sestri Levante (Ge), il 5-12-1944. Primogenito del Prof. Giovanni, [N.d.a. – Prof. Giovanni Zelasco – Bergamo 27.08.1893/ 18.10.1944 – socialista, fiduciario regionale e commissario di zona del C.V.L.: in missione connessa alla Resistenza, il giorno 30 settembre 1944, insieme ad altri suoi 3 compagni, sopra un motocarro, stava percorrendo la Val Serina per raggiungere più in alto la zona partigiana. Ma presso il laghetto di Algua, il mezzo che procedeva in salita a non più di 30 Km/h, stranamente uscì di strada, sulla sinistra di una curva con svolta a destra] visse quindi poco più di vent’anni

04/11/2009 – Questa testimonianza e l’allegata documentazione, in gran parte inedita, che sono lietissimo di ospitare e pubblicare, mi è pervenuta direttamente dalla Sig.ra Angela, sorella di Rodolfo Zelasco, tramite il sig. Enzo Galizzi, figlio di Luciano Galizzi, partigiano “Argo”, Div. “Coduri” (del quale si parla più diffusamente nel Doc.7 di questa stessa rassegna) da sempre molto legato alla Famiglia Zelasco. E in particolar modo al compianto Rodolfo “Barba”, col quale oltre che coscritti bergamaschi sono stati insieme commilitoni, poi partigiani nella “Coduri”, e in ultimo, compagni di quello stesso gruppo di patrioti che il volontario sacrificio di Rodolfo Zelasco “Barba” riuscì a salvare da sicura morte.

Continua a leggere

Ricordo di Luciano Galizzi, partigiano “Argo”, Divisione “Coduri”.

Fasc. 40 – Doc. 7 Ricordo di Luciano Galizzi, “Argo”, nato il 6.9.1925 a San Gallo, ora San Giovanni Bianco (BG) e deceduto il 26.3.1985 a Bergamo): Faceva parte d’una forte presenza bergamasca nella divisione partigiana Coduri, comandata da Virgola, e operante nel Golfo del Tigullio e il suo entroterra.
La testimonianza e l’inedita documentazione mi è pervenuta direttamente, via email, dal figlio Enzo Galizzi, in data 26.10.2009, che qui ringrazio per questa e altre successive collaborazioni. e.v.b.

Ricordo di Luciano Galizzi “Argo”
“Riccio” nel suo diario “Ne è valsa la pena?” lo cita spesso, e con particolare ammirazione, il folto gruppo dei partigiani bergamaschi che avevano disertato dalla Monterosa per affluire massicciamente nell’allora brigata Coduri, poi divenuta divisione! Infatti a pag. 662 della sua opera, per esempio, si può leggere:
«… Ci rimane il ricordo di questi tre compagni forti come le montagne e duri come la roccia, che sono passati alla storia per le loro caratteristiche, particolari e ineguagliabili, e che noi tutti ricordiamo con orgoglio e con nostalgia. “Bruneri”, “Cannella”, “Matteotti” ma anche “Zelasco”, “Bergamo”, “Boia”, “Argo”, “Potta” e tutti i bergamaschi che ci sono stati compagni e fratelli nella “Coduri”. Sia i vivi che i morti. (…) Quelli sì che erano partigiani con la P maiuscola».

Continua a leggere

Ricordo di Giovanni Trabucchi, benemerito cittadino originario di Bergamo trasferitosi in Liguria sin dal 1951.

Fasc. 30 – Doc. 6: Attestati di benemerenza dei Governi Alleati conferiti ai civili: nella fattispecie al cittadino bergamasco Giovanni Trabucchi residente in Liguria fin dal 1951, prima in Val Fontanabuona e poi a Lavagna, dove morì il 22 febbraio del 1967.

Per conferire un riconoscimento a chi si era particolarmente prodigato per la sconfitta del nazi-fascismo in Europa, alla fine del 2° conflitto mondiale il Comando Supremo delle Forze Armate Alleate istituì una serie di riconoscimenti destinati a coloro che maggiormente avevano contribuito alla vittoria finale sul nazi-fascismo.

Continua a leggere

Ricordo di due bergamaschi, partigiani della Coduri

Fasc. 40 – Doc. 5 – Ricordo di Pietro Paris “Piero”  e di Riccardo Finazzi “Napoleone”, due partigiani bergamaschi nativi entrambi di Chiuduno (BG).

finazzi_foto_2

Ritratti insieme, ecco due amici inseparabili: Paris Pietro, “Piero” e
Riccardo Finazzi, “Napoleone”,
nativi di Chiuduno (BG).

oooOooo

27/10/2009: il Sig. Enzo Galizzi, figlio del partigiano della Coduri, “Argo”, mi scriveva: «Tramite la sorella di Rodolfo Zelasco, prof.ssa Angela, sono riuscito a contattare la vedova di Paris Pietro, nome di battaglia “Piero”, (n. 1925).

Il marito, scomparso da alcuni anni, ha combattuto nella stessa Brigata di Zelasco. Come mio padre “Argo” e Rodolfo “Nani” Zelasco, era partito con gli alpini della Monterosa; ed erano poi fuggiti insieme per unirsi ai partigiani del comandante “Virgola” operanti nel Tigullio. Un particolare che ritengo molto rilevante, è costituito dal fatto che il padre di Rodolfo Zelasco, prof. Giovanni, nella provincia di Bergamo aiutava gli antifascisti ad unirsi ai partigiani. Egli stesso è morto in seguito alle ferite riportate in un incidente stradale, in località Algua, dove stava andando per prendere contatti con i Partigiani e condurre loro dei giovani. Lo stesso Rodolfo Zelasco, essendo studente, tra i suoi commilitoni ha sempre avuto un certo ascendente; e, memore degli insegnamenti paterni, li aveva più volte incoraggiati ad unirsi ai partigiani. Penso che tale riflessione sia molto importante e serva a sottolineare una volta di più quanto Zelasco abbia dato per la lotta della  Liberazione. Ma tra le varie notizie ve n’è una certamente più triste: date le attuali condizioni di salute non troppo buone per il loro congiunto, i famigliari di Riccardo Finazzi, “Napoleone”, (n. 21/10/1924), per non turbarlo, in questo momento preferiscono non fargli ricevere visite. Hanno tutta la nostra comprensione».
Continua a leggere

Breve memoria di normali quotidianità

Fasc. 30 – Doc. 4. Pietro Nicolini  (Nonno Peo): Breve testimonianza di normali quotidianità. Scritto consegnatomi, insieme al prezioso materiale documentario che l’accompagna, il 9.11.2002 dal Signor Pietro, residente a Castiglione Chiavarese (GE), che ringrazio.

*   *   *  

All’epoca noi abitavamo, la mia famiglia ed io, presso il campo sportivo di Lavagna, perché mio padre ne era il custode fin dal 1939.
L’inaugurazione del complesso sportivo avvenne, però, nel 1940 con l’istituzione del cosiddetto “Campo Dux”: ampia tendopoli dove, a tratti, era ospitata la gioventù fascista per essere opportunamente istruita, sia a livello militare che a livello ideologico, prima di essere impiegata nelle specifiche attività operative loro assegnate; oppure, per periodi più o meno brevi, da reparti di militari in transito prima di raggiungere i loro fronti di destinazione.

Continua a leggere

Fascicolo 30 – Doc. 3: Ricordo di Giovanni Algini “Arsiero”

Giovanni Algini (26/10/1914 – 2/9/1986) può essere considerato “eroe suo malgrado”, come lo sono stati migliaia di altri suoi commilitoni che, travolti dai tragici eventi bellici dell’epoca e desiderosi solo di tornare, dopo tanti anni di sofferenze, nella serenità e nel calore del proprio nucleo famigliare, si trovarono invece costretti a scegliere tra la continuità – col suo passato e tutto il suo presente traboccante di retorica fascista – e una speranza di libertà più allargata e vitale. E sovente, tutto ciò a rischio anche della propria vita e di quella dei propri cari.

Preambolo dell’a.: Questa testimonianza e l’allegata documentazione (totalmente inedita fino al 16/10/2009) era  apparsa per la prima volta sul sito  www.netpoetry.eu e mi era pervenuta, via telematica, direttamente dalla Signora Margherita  (allora 94enne) moglie di Giovanni Algini e dal figlio Piergiorgio, che ancora ringrazio (e.v.b.). Continua a leggere

Fascicolo 30 – Doc. 2: Ritratti di Bonomini Vittoria, Gaspare Sivori e Renato Sivori, partigiano “Renna”

Cippo Partigiano a Barassi

Cippo Partigiano di Barassi (vedi dedica a fine articolo)

Parlando di Barassi e ricordando  Giovanni Sanguineti, “Bocci”, non si può tralasciare di menzionare almeno alcuni dei suoi parenti. A cominciare dai suoceri: Gaspare Sivori (1884-1964) e Bonomini Vittorina, o Vittoria (1894-1982) che furono sempre un punto di riferimento specifico per tutti i partigiani della zona e che mai mancarono di collaborare con la Resistenza. Lui, Gaspare, con la bollitura quotidiana degli indumenti dei partigiani per nettarli, non tanto dalla sporcizia, ma in primo luogo per disinfestarli dai pidocchi. Infatti dietro la casa, quando occorreva, accendeva un gran fuoco su cui poneva un grosso paiolo colmo dei loro indumenti, che faceva poi sobbollire per ore per liberarli completamente dai parassiti. E lei… lei faceva di solito la vivandiera.

Continua a leggere

Fascicolo 30 – Doc. 1: Ritratto di Giovanni Sanguineti, “Bocci”.

Giovanni Sanguineti "Bocci"

G. Sanguineti “Bocci

Giovanni Sanguineti “Bocci” (Cavi di Lavagna, GE, 1914/1995) – muratore e agricoltore per uso famiglia – e dai primi anni  Cinquanta, operaio della FIT (Fabbrica Italiana Tubi) di Sestri Levante: all’età di diciotto anni, circa, entra nella compagine degli antifascisti del Tigullio che faceva riferimento a Fabrizio Maffi (S. Zenone al Po (PV) 1868 – 1955 Cavi di Lavagna – GE) deputato socialista e noto perseguitato politico residente a Cavi di Lavagna. Dove, dal novembre del 1931 – terminata la condanna al confino per antifascismo – Fabrizio Maffi veniva a stabilirsi (tranne una breve parentesi nel periodo bellico trascorso presso una sorella in Svizzera) e dove da subito divenne uno dei personaggi preminenti dell’antifascismo attivo nel Tigullio occidentale.

Continua a leggere