Intervista a Maria Bertocchi, 1977.

Manlio Calegari:Intervista a Maria Bertocchi”, effettuata nel 1977, a casa sua. 
Informazioni su Maria Bertocchi fornite dalla sua vicina di casa, Milli Canepa, in seguito ad un colloquio avuto con lei (n.d.r., nello stesso anno dell’intervista, il 1977).

Maria Bertocchi nata a Campiglia Marittima dicembre 1887. Il padre durante i mesi invernali faceva il frantoiano per cui Maria a tre mesi era stata portata al paese d’origine del padre, Sassalbo (ndr. Massa C.). A Sassalbo producevano carbone “nel loro”. La semina era patate e grano. A Sassalbo da marzo a ottobre; dopo il raccolto di grano e patate da portare al piano. Frutta: mele, pere e prugne. Non granone.
A San Michele il padre partiva in cerca di un bosco stagionale che trattava con il guardiaboschi poi se trovavano una casuccia autonoma meglio altrimenti nelle famiglie.
Durante i mesi invernali restiamo là – che però (ndr. Il carbone) si faceva molto anche in paese. Tutto (ndr. il carbone) in legno di faggio. Durante la carbonina dormivano sotto un capanno.
Da Spezia con i muli ritirano a Sassalbo (ndr. venivano a prendere a Sassalbo) i “parati”, traversine per i treni e le “lizze” per la darsena.
Loro cavano per la città “soglie” in pietra con faccia.
Il nutrimento: latte, formaggio, castagne, polenta che era a cambio col carbone.
Tutto l’artigianato in legno di faggio.
Grande richiesta dalla Toscana: cucchiai, mattarelli, forme da formaggio, forme da farina ecc.
Tutto veniva ritirato dagli interessati.
Le castagne erano seccate sulla “grada”.
Le donne coltivavano e tessevano canapa e lino: per uso famiglia; mai comprato corredo.
Le fibre a macerare nel pozzo 10 giorni; le asciugavano con spade di legno eppoi con la pula (ndr. riempivano) i sacchi.
Cognomi comuni: Bertocchi, Gianarelli, Coli.