Maria Bertocchi nata a Campiglia Marittima dicembre 1887. Il padre durante i mesi invernali faceva il frantoiano per cui Maria, a tre mesi d’età, era stata portata al paese d’origine del padre, Sassalbo (MC). A Sassalbo producevano carbone “nel loro”. La semina era patate e grano. A Sassalbo tornavano tra marzo e ottobre, dopo il raccolto del grano e delle patate da portare al piano. Frutta… mele, pere e prugne. Non granone.
A San Michele il padre partiva in cerca di un bosco stagionale che trattava con il guardiaboschi, poi se trovavano una casuccia autonoma meglio, altrimenti abitavano presso qualche famiglia del posto.
“Durante i mesi invernali restavamo là… che però di carbone se ne faceva molto anche in paese. Tutto carbone in legno di faggio. Durante la “carbonina” gli uomini dormivano nei boschi, sotto un capanno, nel bosco.
Da Spezia, con i muli, venivano a Sassalbo a ritirare i “parati”, traversine per i treni, e le “lizze” per la darsena.
“Loro cavano per la città “soglie” in pietra con faccia”.
Il nutrimento: latte, formaggio, castagne, polenta che era a cambio col carbone.
Tutto l’artigianato in legno di faggio.
Grande richiesta dalla Toscana: cucchiai, mattarelli, forme da formaggio, forme da farina ecc.
Tutto veniva ritirato dagli interessati.
Le castagne erano seccate sulla “grada”.
Le donne coltivavano e tessevano canapa e lino: per uso famiglia; mai comprato corredo.
Le fibre a macerare nel pozzo 10 giorni; le asciugavano con spade di legno eppoi con la pula (ndr. riempivano) i sacchi.
Cognomi [molto] comuni: Bertocchi, Gianarelli, Coli.