Archivio Elio V. Bartolozzi

Fascicolo n. 32 – Doc. 9: Lettera a Bruno Monti “Leone”, 4 ottobre 1974 (Elio V. Bartolozzi)

Sestri Levante, 4/10/1974

Egregio Sig. Bruno Monti (Leone).

In risposta alla sua nota del 25/9/1974.

Se da una parte ciò che sostiene Lei in detta nota mi sorprende, specialmente là dove dice che sul Lavoro del 19 settembre avrei riprodotto integralmente le sue memorie partigiane, di cui tra l’altro io non ne sono in possesso ma ho solo letto, dall’altra sono amareggiato in quanto, in tre parole, Lei vorrebbe mandare a monte un lavoro di ricerca che conduco da anni attraverso varie fonti.

A parte l’ammirazione che nutro personalmente nei suoi riguardi, quale valoroso combattente partigiano, mi preme farle notare che i fatti della Resistenza sono entrati ormai a far parte integrante del patrimonio culturale del popolo italiano, travalicando quindi gli stessi protagonisti di allora, e che la bibliografia al riguardo è ormai giunta a un punto tale che ognuno, avendone voglia e passione, potrebbe scrivere non dei modesti articoli, come ho fatto io, su quotidiani, ma interi libri. A parte i vari archivi esistenti e di libero accesso per chiunque.

Al momento io non ho davanti le sue memorie e non posso quindi effettuare un confronto diretto su quello che scrive Lei e su quello che ho scritto io. Ma trattando lo stesso argomento è implicito che si debba per forza parlare degli stessi fatti, ormai per altro di largo dominio pubblico.

Ciò che sostiene Lei, almeno a mio parere, sarebbe valido soltanto se l’argomento fosse frutto del suo estro creativo (un romanzo o una poesia, per esempio), ma riguardando avvenimenti realmente accaduti, nessuno può reclamarne l’esclusiva.

Facendo un discorso più terra terra, Le posso dire che per scrivere ciò che ho scritto, oltre a leggere quanto mi è stato possibile reperire di pubblicato sul mercato, mi sono documentato su materiale d’archivio o attraverso testimonianze rese da persone che erano presenti agli stessi fatti di cui magari Lei era protagonista. Come vede ciò che sostiene Lei non ha probità alcuna. Se poi vorrà farmi avere una copia delle sue memorie sarò ben lieto di riceverla, e tutte le volte che dovessi usarle ne citerò volentieri la fonte.

Per ultima cosa, e questa è una cosa alla quale, come democratico, tengo moltissimo, se permette vorrei pregare Lei e gli altri partigiani, a non demoralizzare mai i giovani quando s’avvicinano alla Resistenza per intima convinzione, altrimenti i valori espressi dalla Resistenza, di cui Lei è stato valoroso paladino, verrebbero traditi dagli stessi protagonisti. Cosa che penso non vorrà Lei, né nessun’altra persona democratica.

Mi scuso se sono stato forse troppo lungo, ma la Resistenza, anche se non ne sono stato un protagonista per motivi di età, è un tema che appartiene anche a me, e come tale la difenderò e la diffonderò con tutti i mezzi di cui sarò di volta in volta in grado di disporre. Anche a rischio di crearmi, come forse nel suo caso, un’inimicizia o dissenso. Di quello che faccio ho sempre avuto la fermezza di carattere di assumerne tutte le responsabilità, specialmente quando considero la causa veramente degna, per i suoi contenuti politici, sociali, ecc. ecc., degni della più larga partecipazione da parte mia.

Con tutta la stima possibile Le porgo i miei migliori saluti, con la speranza che questa mia lettera l’abbia convinto che la mia non è una cosa meramente episodica, ma una convinzione ben radicata e maturata in me da anni.

Elio V. Bartolozzi