Archivio mensile:luglio 2016

Fascicolo 30 – Doc. 1: Ritratto di Giovanni Sanguineti, “Bocci”.

Giovanni Sanguineti "Bocci"

G. Sanguineti “Bocci

Giovanni Sanguineti “Bocci” (Cavi di Lavagna, GE, 1914/1995) – muratore e agricoltore per uso famiglia – e dai primi anni  Cinquanta, operaio della FIT (Fabbrica Italiana Tubi) di Sestri Levante: all’età di diciotto anni, circa, entra nella compagine degli antifascisti del Tigullio che faceva riferimento a Fabrizio Maffi (S. Zenone al Po (PV) 1868 – 1955 Cavi di Lavagna – GE) deputato socialista e noto perseguitato politico residente a Cavi di Lavagna. Dove, dal novembre del 1931 – terminata la condanna al confino per antifascismo – Fabrizio Maffi veniva a stabilirsi (tranne una breve parentesi nel periodo bellico trascorso presso una sorella in Svizzera) e dove da subito divenne uno dei personaggi preminenti dell’antifascismo attivo nel Tigullio occidentale.

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Fascicolo n. 32 – Doc. n. 2: Giornalino Scolastico sulla Resistenza di una Scuola Elementare di Sesta Godano

Doc. n. 2: In quest’altro 2° documento (comp. di f. 27, p. 27 dattil., s. d.) i ragazzi delle scuole elementari di Sesta Godano, in una raccolta di “riflessioni” e di “pensieri” sulla ricorrenza del 25 Aprile, giornata della Liberazione italiana dal fascismo (peccato che non si abbia l’anno di riferimento), ci viene raccontato, più che altro, cosa ne pensavano, le persone “grandi” della loro famiglia, della Resistenza e della guerra partigiana combattuta nelle loro zone.
Il primo pensiero che mi verrebbe da dire, è che queste sono sempre esperienze molto positive per i giovani studenti. Intanto perché dietro ad ogni ragazzo si percepisce la presenza di un’intera famiglia che si raduna per scambiarsi le sue impressioni (nel frattempo variamente maturate sulla Resistenza) e già mitigate e consolidate da un substrato di esperienze accumulate lungo un “dopo” resistenza che ha già modificato in parte (sia in positivo che in negativo) le impressioni ricevute lungo il “durante” o il “prima” della lotta partigiana.

Altro fattore positivo che si coglie, leggendo la raccolta, è la presenza di un “grande” (la maestra o il maestro) che indirizza la ricerca e la focalizza su quello che la popolazione dei “grandi” sta cercando di trasmettere al gruppo dei “ragazzi”. I quali esprimono poi delle loro proprie impressioni: “la paura che la presenza dei partigiani fosse stata foriera di maggiori rappresaglie contro la popolazione inerme; che la presenza dei partigiani creasse condizioni di vita peggiori per tutti (più bocche da sfamare meno cibo per ognuno). E ancora, che la presenza dei partigiani aumentasse la probabilità di più bombardamenti aerei duranti i massicci rastrellamenti nei paese circonvicini”. Oppure, rendersi magari poi conto, che alla fine, la presenza dei partigiani abbia potuto creare, allora, una maggiore salvaguardia contro le incursioni o le “spogliazioni” generalizzate di derrate alimentari da parte dei nazifascisti. Specialmente se fascisti nostrani, razziatori, o mongoli senza regole. Questi racconti mi paiono altresì importanti perché in fondo, senza volerlo, dicono che a Sesta Godano, a parte le prime legittime “paure” dettate ancora dalla non piena conoscenza del popolo alla macchia, hanno accolto bene la Resistenza e l’hanno favorita e molto aiutata: a modo loro e come gli era reso possibile farlo.

Vedi il Giornalino della scuola elementare di Sesta Godano

Scuola Sesta Godano

 

Fascicolo n. 32 – Doc. n. 3: Giornalino Scolastico sulla Resistenza di una Scuola Elementare di Sestri Levante

Doc. n. 3: (Comp. di f. 32, p. 32 dattil. o a immagine intera). Discorso analogo a quello dei ragazzi di Sesta Godano si può fare anche per la raccolta che segue compilata dai ragazzi della Ia, IIa e IIIa classe delle scuole elementari Giovanni Descalzo di Sestri Levante. Ma qui i ragazzi, oltre a riflettere i pensieri di casa riguardanti la Resistenza, ci informano che si sono serviti di molte collaudate letture di articoli di giornali o di libri stampati sull’argomento. Per esempio, hanno letto (probabilmente divisi in gruppi) alcuni numeri del “Partigiano” stampati sui monti; il n° 7 de “Il Novese” (del 1975); “Breve storia della ‘Coduri’” di E.V. Bartolozzi, pubblicata a puntate, nel 1975, sul “Lavoro” di Genova; “Virgola, l’operaio divenuto comandante partigiano e liberatore del Tigullio” di E.V. Bartolozzi, ed. Università popolare di Sestri Levante (1972); “Il Secolo XIX” con inserto speciale sul 25 Aprile (1980); numero speciale della rivista del Comune di Genova (1975); numero speciale della rivista “Regione Liguria (1974); AA.VV. “Trent’anni di storia politica”, ed. ERI (1967); “Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana”, ed. Einaudi (1952); Bini “Poesie partigiane”, ed. Guanda (1961); Elena Bono “I galli notturni” (1952); Dentone e Tonelli “Scrittori e Resistenza” (1978); e una serie di note fornite loro dal maresciallo Berti.

Ma al di là delle fonti utilizzate, è senz’altro una raccolta che possiede una certa validità documentale perché, oltre che molto ampia e variegata, è anche corredata da disegni sicuramente dal tratto giovanile ma non certo “infantile”, che riflettono una loro profonda percezione della tragicità e l’amarezza della guerra. Veramente bravi.

Vedi il Giornalino della scuola elementare di Sestri Levante sulla Resistenza

Scuola Sestri Levante